Rimedi naturali - La pianta parassita che prende il controllo dei geni della pianta ospite (Parte 3)

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Questi organismi patogeni sono comparsi in Italia solo recentemente e la loro eradicazione è piuttosto complessa, a causa della lunga persistenza delle spore e delle larve.

La piralide del bosso (nome scientifico Cydalima perspectalis) è un parassita asiatico della classe dei lepidotteri, introdotto accidentalmente in Europa nel 2006, insieme ad alcuni bossi importati. A causa del loro appetito insaziabile, le piralidi possono distruggere le piante di bosso in pochissimo tempo, arrivando anche a danneggiare la corteccia della pianta e causandone quindi la morte. Essendo un parassita importato, non esiste in Europa alcun meccanismo naturale di controllo della piralide, che causa danni molto gravi alle coltivazioni di bosso. I prodotti più efficaci per il trattamento della piralide del bosso sono gli insetticidi di origine naturale e i prodotti microbiologici. Questa specie può compiere fino a tre generazioni all’anno e sverna in genere come larva all’interno di un bozzolo racchiuso tra le foglie della pianta infestata. Nel terreno, grazie alla formazione di microsclerozi, il patogeno può sopravvivere anche senza la presenza della pianta ospite. Tra i parassiti animali, il bosso teme in particolare le larve della cecidonia che sono ghiotte delle sue foglie, la psilla. Fortunatamente non si tratta di un fitofago da quarantena, ma le larve che si nutrono delle foglie di bosso sono causa di ingenti danni estetici, fisiologici ed economici. Le larve vivono su diverse specie di bosso (Buxus sempervirens, Buxus microphylla e Buxus sinica), ma possono svilupparsi anche su pachisandra.

Se non sopportate l’alcool esiste una variante della ricetta francescana che potete utilizzare anche come tonico generale e per la prevenzione della maggior parte delle malattie.

  • Si consiglia di ripetere il trattamento a distanza di 7-14 giorni, in relazione al grado di infestazione presente.

Le larve di Piralide del bosso si sviluppano, nel nostro Paese, esclusivamente sulle piante di Bosso (Buxus spp.)

Le uova di Piralide del bosso sono deposte a gruppi dagli adulti, parzialmente sormontate l’una sull’altra, sulla pagina inferiore delle foglie. Nota: anche l’interno della pianta deve essere irrorato a sufficienza. Con sorpresa ho notato che gli alberelli di bosso sono stati nel giro di pochi giorni defogliati da bruchi verdi con striature nere. Esiste in commercio anche una varietà di bacillus thuringensis adatto contro le piralidi, che uccide le larve, rimanendo sulla pianta per un certo periodo di tempo, dopo il trattamento. La lotta alla piralide del bosso almeno per le piante coltivate in giardino può essere effettuata efficacemente tramite l’utilizzo di bacilli parassiti delle larve. I nemici naturali della Piralide del bosso sono diversi. Per la lotta biologica alla piralide del bosso vengono utilizzati con successo due batteri molto efficaci contro le larve di lepidotteri: Bacillus thuringiensis var. Anche se si osa una potatura intensa fino ai rami più vecchi, il bosso rigermoglia: è infatti una pianta che tollera bene la potatura. L’arte topiaria, tecnica di giardinaggio che consiste nella modellazione, tramite potatura, della chioma di determinate piante, ha fatto del bosso il suo soggetto preferito sin dai tempi degli antichi Romani.

I preparati a base di piante sono per lo più infusi, decotti, macerati ed estratti acquosi che vanno riversati o spruzzati sulla pianta infestata dai parassiti

  • La pianta conosciuta come Bosso Comune è un albero e l’esponente più conosciuto della famiglia delle Buxaceae. Questa co visita : bosso malattie

Lasciando per ultimo l’intervento con prodotti chimici, possiamo usare le trappole a feromoni che attirano gli insetti adulti in piccole sacche-trappola da sostituire ogni mese circa.

Se la salute della pianta è compromessa da un massiccio attacco di piralidi, l’unica soluzione è ricorrere al trattamento chimico, che agisce sia contro gli adulti che contro le larve. Attacca sia le foglie che il busto del bosso e dall’azione molto rapida: nell’arco di due settimane arriva a defogliare completamente una pianta! Allo stesso tempo i rametti superiori della pianta cominciano a mostrare striature scure, all’interno delle quali si annida il fungo. Le responsabili di una siepe di bosso scheletrita sono le larve, nate dalle numerose uova depositate dalle farfalle sul rovescio delle foglie. I vermi sono famosi con il nome di bruchi del bosso. Le infestazioni della piralide del bosso si sono propagate nelle regioni del Nord a partire dal Friuli nel 2012. La lotta alla piralide del bosso è complicata dalla gradualità della schiusa delle uova, soprattutto durante la prima generazione, la più lunga. Nella moltitudine degl’insetti sono annidate le poche specie capaci di contrastare le larve della piralide del bosso. Empiricamente si è visto che un piccolo insetto (simile a una mosca) depone le sue uova nei bruchi del bosso, le larve discendenti si nutrirebbero dei corpi corrompendoli.

La pianta parassita che prende il controllo dei geni della pianta ospite

  • Assicurare una completa e uniforme bagnatura della vegetazione con volumi medio alti e ripetere il trattamento qualora si verifichi una pioggia intensa nelle sei ore successive;

Mi piace Caricamento… La pianta conosciuta come Bosso Comune è un albero e l’esponente più conosciuto della famiglia delle Buxaceae.

Questa contiene 45 generi (a seconda delle classificazioni) con circa 60 specie di alberi sempreverdi, arbusti e qualche pianta erbacea. Il bosso è per tutti gli appassionati di giardinaggio quella pianta sempreverde utilizzata per la realizzazione di siepi oppure come pianta da vaso. Una delle caratteristiche per le quali il bosso viene più apprezzato, oltre alle sue foglie sempreverdi, è la compattezza e la capacità di tenere la forma tipiche di questa pianta. E’ consigliabile interrare ai piedi della pianta una piccola quantità di concime organico, in autunno e a fine inverno, per garantire un buono sviluppo della pianta. Le larve di questo insetto si nutrono delle foglie, della corteccia e dei rametti della pianta. Come abbiamo già accennato il bosso è pianta resistentissima (almeno in tutta l’Europa Continentale). Il bosso sopporta molto bene le potature e per questo è una delle piante più usate per la creazione di siepi, barriere o per l’arte topiaria. Il bosso è anche un’ottima e molto decorativa pianta da vaso, molto resistente. Nel frattempo poniamo per due ore le radici della pianta in un composto di acqua e terriccio (specie se l’abbiamo acquistata a radice nuda).

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Per evitare questi inconvenienti di natura estetica, ma anche dannosi per la salute della pianta, bisogna procedere con regolari e costanti interventi di potatura.

Le foglie della pianta sono opposte, picciolate e coriacee. Meglio non usare quelle elettriche che possono dare vita a una potatura troppo aggressiva e dannosa per la salute della pianta. Per ottenere una pianta dritta, con rami e foglie della stessa altezza, basta mettere una corda lungo la siepe. I raggi solari, infatti, bruciano facilmente le foglie del bosso, specie se si preferisce usare le cesoie elettriche. Il bosso, come già accennato, non presenta delle fioriture particolari, l’apparato fiorale è, infatti, piccolo e quasi impercettibile, poichè nascosto tra le ben più evidenti foglie verdi. Il bosso è considerato anche una pianta officinale, per vie delle proprietà medicinali delle foglie e della corteccia. Per la decorazione di giardini e appartamenti si possono, invece, usare la varietà buxus arborescens e la buxus aureo variegata, rispettivamente con portamento ad alberello e con foglie gialle. Nella messa a dimora del bosso bisogna considerare e rispettare le caratteristiche di questa pianta, la quale necessita di terreni sciolti, ben drenati e calcarei. La potatura della siepe di bosso va effettuata in giornate senza sole, preferibilmente nuvolose, per evitare che i raggi brucino le foglie. alla famiglia delle Buxaceae, impiegata per il suo fogliame verde scuro che la rende una pianta larve appena nate si nutrono della pagina inferiore delle foglie, lasciando intatta la pagina Le larve non si nutrono solamente delle foglie e dei germogli, ma anche della corteccia e rosura, cioè gli escrementi delle larve) sull’intera pianta. Per il controllo delle forti defogliazioni di siepi di bosso che possono verificarsi a causa dell’insetto e concimazioni al terreno per favorire la nuova emissione di foglie e sostenere la ripresa della pianta.